Essere soli, in silenzio, favorisce la perdita della dualità, facilitando la consapevolezza di essere, soprattutto e intimamente, in relazione con ciò che non si conosce. Plotino racconta che se alla Natura, contemplazione e oggetto di contemplazione allo stesso tempo, si chiedesse perché produce, essa risponderebbe al suo interlocutore: «Non chiedere, ma comprendi tu stesso in silenzio, poiché io taccio e non sono solita parlare» (Enneade III, 8, 4). Un fenomeno simile si verifica nel Tao: «Parla poco e segui la Natura» (XXIII). Guardare, tacere, contemplare la scena in cui la parola degli dei è stata trattenuta, il paesaggio in cui nulla può essere detto perché, se una voce risuonasse, scaccerebbe il divino.
RAMÓN ANDRÉS
Non soffrire la compagnia





