lunedì 7 settembre 2020

La nostalgia


Come il suono dell’acqua, la nostalgia.
La solitudine lasciva, come una trappola.

JACOBO CORTINES
Prima consegna



domenica 6 settembre 2020

Incorporata


La poesia per me è una delle forme di vivere. È incorporata nei miei giorni.

EUNICE ARRUDA
Poesia diversa, 9 dicembre 2009



sabato 5 settembre 2020

Lo sguardo posato


La poesia
è lo sguardo posato
su un presente illeggibile.

ANISE KOLTZ 
Galassie esteriori



venerdì 4 settembre 2020

Finché non siamo amati



Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c'è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati.

ALAIN DE BOTTON 
Esercizi d'amore



giovedì 3 settembre 2020

La macchia sul muro



Qualcuno allora stacca il fucile dalla parete, lo spolvera e compra le cartucce. Resta una lunga macchia sul muro, dove lo schioppo era appoggiato. Eppure sembra ieri l'ultima volta che lo si è adoperato. Bisogna poi vedere come la canna nell'interno si è arrugginita. Pare ieri, eppure adagio adagio la macchia sul muro si è formata. È proprio così che passa il tempo.  

DINO BUZZATI
Bàrnabo delle montagne



mercoledì 2 settembre 2020

Macchina strana


Che macchina strana è mai l'uomo! La riempi di pane, pesci, erbaggi, e ti restituisce respiri, risate, sogni.

NIKOS KAZANTZAKIS 
Zorba il Greco



martedì 1 settembre 2020

Memini ergo sum


«“Memini ergo sum”, mi piace ripetere. Cioè: io sono perché ricordo. Il mio presente, questo infinitesimo battere d’attimo, non è che la somma e l’urgenza di tutti gli anni che ho dietro di me, il provvisorio riassunto di tutti gli attimi che lo hanno preceduto e nutrito, ai quali corre ad aggiungersi, mentre lo nomino, diventando a sua volta passato da presente che era. Dunque è nel passato che mi certifico e mi battezzo, identità e memoria fanno tutt’uno. Stravolgete la mia memoria e avrete altresì contraffatto la mia identità; smemoratemi o raddoppiate la mia memoria e io non saprò più chi sono o crederò di essere un altro, o crederò d’esser due».

GESUALDO BUFALINO 
Cere perse